G+ e le aziende: ipotesi di scenario

Google PlusA differenza dei tanti che si stanno chiedendo se Google Plus riuscirà a competere con Facebook o Twitter, abbiamo cercato di ragionare su come G+ potrà essere utilizzato dalle aziende.

Abbiamo ovviamente ragionato ipotizzando scenari di sviluppi futuri basandoci sull’osservazione e tenendo conto che ancora non è dato sapere cosa Google offrirà alle aziende e quali caratteristiche avranno i servizi ad esse dedicati.

Nella prima riga dell’infografica inserita da Stefano Epifani nel suo post troviamo un elemento distintivo, a nostro giudizio, fondamentale sull’approccio che Google ha seguito nella gestione delle relazioni: si è focalizzato sulle persone a prescindere dal fatto che queste siano amiche oppure no.

In un’ottica secondo la quale per l’utente il principale valore di un social network è quello di far trovare contenuti di valore piuttosto che di commentare le foto del gatto di un parente, l’approccio di G+ è il più corretto. E’ fuori dubbio che gli utenti non vogliano essere amici delle aziende ma vogliano fondare questo tipo di relazione su contenuti, informazioni, promozioni, etc.

Abbiamo osservato poi che Google, memore degli errori fatti con Buzz, ha dedicato parecchia attenzione alla gestione della privacy e dei contenuti dal punto di vista della loro visibilità, basata sulle cerchie impostate dall’utente stesso.

Infine abbiamo notato come, tra i vari feedback pubblicati, un aspetto fosse più volte ripetuto: la pulizia del feed con i soli contenuti degli utenti inseriti nelle cerchie; niente apps, condivisioni varie o caprette di Farmville da prestare a tizio e caio.

Ipotizziamo quindi che domani G+ consenta alle aziende di aprire un proprio profilo, simile ai brand channel già presenti in YouTube e, allo stesso tempo, consenta agli utenti di inserire questi profili speciali in una nuova cerchia chiamata “My Brands”.

Così facendo l’utente avrebbe il pieno controllo (ed anche la responsabilità) dei propri feed e della loro consultazione. Tornando alla comparazione con Facebook, scriva un commento qui sotto chi è consapevole del numero di brand page su cui ha fatto Like.

In questo scenario Google avrebbe rispettato l’approccio di relazione sopra descritto e le aziende si vedrebbero impegnate in un nuova corsa mirata al far sottoscrivere il proprio profilo dagli utenti attraverso Ads (Sense) e produzione di contenuti di valore probabilmente evidenziati a pagamento negli Sparks (Spunti). Non prendiamo in considerazione le app in questo momento.

In una seconda fase le aziende, probabilmente supportate da un sistema di analisi dei dati relativi al proprio profilo e agli utenti che lo hanno sottoscritto basato su Google Analytics, potranno sviluppare una strategia di Social CRM creando la propria cerchia “My Clients” attraverso la quale pubblicare contenuti e promuovere attività esclusive per quegli utenti con cui si è sviluppata una relazione che è andata oltre il semplice essere “fan”.

Non sappiamo se sarà questo lo scenario prossimo venturo, di sicuro possiamo dire che è sempre stimolante lavorare in un ambiente in continua evoluzione.

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